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SARAHAH APP – POTENZIALMENTE PERICOLOSA

By : metius |Agosto 12, 2017 |Blog |

L’applicazione Sarahah creata dal programmatore Zain Saudi Alabdin Tawfiq è nata con un buon intento, permettere ai dipendenti di lasciare in maniera anonima al proprio datore di lavoro consigli “onesti e costruttivi” (come suggerisce l’app nel suo sito) senza subire le classiche ripercussioni personali e senza che lui possa rispondere ai messaggi.

Debuttato nel mese di febbraio 2017 in questi giorni è sulla bocca di tutti, etichettata come l’ultimo fenomeno digitale con oltre 20 milioni di visite al giorno, è già l’app più scaricata in assoluto in oltre 25 Paesi del mondo.

Il funzionamento dell’applicazione è semplice.
Una volta che crei il tuo account ti basta condividere il link del tuo account e il gioco è fatto.
Riceverai messaggi da destinatari anonimi ai quali non potrai rispondere.

Purtroppo lo scopo dell’applicazione è passato subito in secondo piano in quanto i ragazzi di mezzo mondo hanno iniziato a mettere i propri link sui social network pensando di ricevere tante belle parole dai loro amici ritrovandosi invece in pasto ai cyberbulli che grazie all’anonimato si son sbizzarriti con offese e minacce senza nessun rischio di essere querelati o rintracciati.

Il timore più grosso è che i ragazzi più vulnerabili possano esserne vittime.

Software per il parental control come Antibluewhale™ sono sempre più richiesti per evitare questi fenomeni.

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CYBER BULLISMO FENOMENO IN CRESCITA

By : metius |Agosto 10, 2017 |Blog |

Gli adolescenti sono abituati ad utilizzare le nuove tecnologie fin da bambini per giocare, comunicare, tenersi aggiornati, imparare, fare acquisti.
Il cyberbullismo (ossia «bullismo online») è il termine che indica un attacco ripetuto e offensivo ricevuto tramite gli strumenti del web, in primis insulti e minacce via chat, foto spiacevoli messe diffuse su whatsapp o email, furto d’identità.
Le statistiche in Italia sono preoccupanti, secondo il nuovo studio Microsoft Digital Civility Index, in seguito a incontri tenuti con milioni di studenti in tutta Italia dagli 11 ai 19 anni, circa 2 ragazzi su 3 dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di cyberbullismo.
Anche se i giovani sembrano più pronti a reagire – il 62% di loro ha detto di non sapere a chi rivolgersi per paura di restare ancora più isolati o per paura di ulteriori conseguenze.

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BLUE WHALE, SUICIDARSI PER GIOCO

By : admin |Giugno 19, 2017 |Blog |

Il fenomeno, nato in Russia e già approdato in europa si è diffuso sui social network come un gioco perverso. Spinge al suicidio gli adolescenti che magari partendo per scherzo arrivano alla fine del gioco!

Il Blue Whale è un gioco composte da 50 prove. Ogni giorno il curatore (la persona che adesca l’adolescente via chat) ti consegna una prova perversa per accedere a quella successiva.
Le prove destabilizzano giorno dopo giorno la mente dell’adolescente che perde la connessione con la vita.
Tagliarsi con lame di rasoio, guardare film horror e video psicadelici tutto il giorno, ascoltare musica satanica, uscire alle 4 di notte e andare sui tetti di palazzi altissimi, stare sul bordo di un ponte, queste sono solo alcune delle prove.
Ovviamente devono essere tutte documentate tramite foto da inviare al curatore.
Terminate tutte le 49 prove il curatore stabilisce la data per compiere la prova numero 50 ovvero Saltare da un edificio alto e suicidarsi.

Il servizio delle Iene ha portato a conoscenza di questa terribile pratica che sembrerebbe abbia già avuto la sua prima vittima di quindici anni in Italia.

Software come Anti Blue Whale permettono di controllare il cellulare tramite un apposito pannello di controllo, risolvendo così il problema sul nascere.

Servizio LE IENE MEDIASET
BLUE WHALE, SUICIDARSI PER GIOCO.

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